Storia

La storia del Liceo Severi a cura del Prof. Antonio Palo Dalle origini

Il Liceo “F. Severi”, istituito negli anni sessanta, ha una storia recente non priva di eventi. Sorto come sessione staccata del più antico liceo scientifico della città, per rispondere alle necessità di scolarizzazione della periferia orientale sviluppatesi in modo frenetico e disorganico, ebbe come prima sede “provvisoria” alcuni appartamenti siti in due edifici per civile abitazione. Intanto l’espansione selvaggia, l’assenza di infrastrutture culturali, la mancanza di verde e di spazi attrezzati per le attività sociali ed il tempo libero segnavano pesantemente la vita quotidiana degli abitanti del quartiere e gli anni settanta videro svilupparsi su questi temi un vivace confronto civile che trovò nel Liceo “F. Severi” un importante punto di riferimento. Alcune delle istanze di carattere politico-sociale, di cui gli allievi dell’istituto erano portatori, furono raccolte da un corpo docente attento ed aperto, con esiti a volte di grande rilevanza. L’apertura della biblioteca scolastica al quartiere, l’ospitalità offerta al dibattito sulla legge 180, il sostegno dato all’attivazione di un Consiglio di Quartiere restano episodi positivi in anni di lacerazioni profonde nel tessuto sociale del Paese.

In attesa di una sede idonea, al cui progetto l’Ente Provinciale lavorava dal 1972, la comunità scolastica cercava di utilizzare al meglio gli spazi in cui operava, riuscendo ad istituire laboratori, fra i quali anche quello linguistico, in stanze di soggiorno, palestre nei piano-terra destinati a garage, campi di pallavolo nei cortili condominiali, aule da disegno nelle stanze più luminose dell’ultimo piano. Il terremoto del 1980 rese inagibile la sede: le autorità competenti scoprirono che, in caso di scosse sismiche, poteva essere pericoloso far evacuare intere classi dagli ultimi piani di un edificio sprovvisto di uscite di sicurezza.

Iniziò per la comunità scolastica un lunghissimo periodo di tribolazioni in cui quasi nulla le fu risparmiato: mesi e mesi di solo turno pomeridiano, ospitalità coatta in vari istituti della zona orientale aventi in comune la decisa volontà a non accettare ospiti, aule “provvisoriamente” ricavate da scantinati e sottoscala. Intanto le energie migliori di alunni, docenti e genitori si consumavano in assemblee di protesta, cortei, occupazioni, ingenerando fenomeni di assuefazione difficili da rimuovere. Il prefabbricato finalmente ottenuto sembrò una vittoria, ma presto si rivelò per quello che effettivamente era: un maldestro palliativo. Inadeguato da subito ai bisogni del liceo, sprovvisto di “aula magna”, di palestre sufficienti, di spazi per la biblioteca, per il laboratorio linguistico e per le attività comuni, fu presto del tutto insufficiente ad ospitare la crescente popolazione studentesca e si fu costretti a ricorrere a prestiti di aule concesse quasi sempre di mal animo dalle scuole viciniori.

Nella precarietà del quotidiano si cercava comunque di portare avanti, e dal punto di vista didattico e da quello della formazione globale, un progetto educativo articolato: nei primissimi anni novanta, le attività organizzate nell’ambito del Progetto Giovani 93 coinvolsero molti alunni e un discreto numero di genitori. Continuavano intanto le proteste, i cortei, le occupazioni nella convinzione radicata che solo in tali modi fosse possibile il soddisfacimento di un diritto. La considerazione di quanto tutta la vicenda abbia coinvolto le famiglie e di conseguenza il quartiere, può aiutare a comprendere i legami complessi che intercorrono fra il Liceo “F. Severi” e l’utenza.

Del resto anche la consegna della sede definitiva nel novembre 1994 non è stata “ordinaria amministrazione”: l’opera è incompleta, del tutto sprovvista di palestre e di “aula magna”, non protetta con pannelli fonoassorbenti dal rumore dei treni che passano vicinissimi, priva, inoltre, di un sistema di recinzione adeguato ad evitare le “incursioni” di vandali che nottetempo compiono le loro “bravate” e senza un impianto di illuminazione esterna che renda possibile il protrarsi delle attività oltre il calar del sole. Il Liceo ha finalmente una “casa” e nonostante i problemi ancora da risolvere la Presidenza e la comunità tutta, con i suoi 1250 studenti, 80 docenti e 30 non docenti, si sta impegnando ed attrezzando al massimo per continuare ad essere un punto di riferimento nella zona orientale e per dare alle famiglie e al territorio risposte articolate ai bisogni di formazione e di crescita civile, offrendo competenze professionali, stimoli e contenuti culturali, attraverso la proposta educativa che è contenuta nel Piano dell'Offerta Formativa d’Istituto.